Tra i bioindicatori della qualità dell’aria, i licheni sono i più utilizzati. La presenza di una serie di sedi di monitoraggio ben distribuite sul territorio permette di eseguire una mappatura della qualità dell’aria nella zona considerata, in base all’Indice di Purezza Atmosferica.
Il livello di inquinamento atmosferico viene valutato in base ad una serie di parametri quali il numero di individui presenti, la frequenza con la quale si presentano e la tolleranza che hanno nei confronti degli inquinanti. Servendosi di particolari formule, si può stabilire una relazione tra la frequenza con la quale si presentano, nella zona monitorata, i licheni cui si fa riferimento e la presenza nell’aria circostante di alcuni inquinanti (tra cui SO 2 , Pb e polveri). Alcune di queste formule, particolarmente accreditate, permettono di predire i tassi di inquinamento con una certezza superiore al 97%.
Quest’indagine di tipo biologico non si propone di sostituire le rilevazioni dirette degli agenti inquinanti mediante l’uso di stazioni, ma consente di effettuare uno studio preliminare per individuare le zone più a rischio. Inoltre questo metodo permette l’elaborazione di una mappatura della qualità dell’aria su ampia scala: la strumentazione ha costi davvero irrisori e non necessita di grandi attenzioni.
Alcuni studi hanno anche valutato la possibilità di utilizzare specie arbustive ornamentali quali indicatori biologici della qualità dell’aria.