I principali problemi di inquinamento atmosferico a scala planetaria sono la riduzione dell’ozono stratosferico e i cambiamenti climatici. Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche si hanno queste informazioni:
Cambiamenti della temperatura del pianeta.
La temperatura media globale del nostro pianeta è aumentata di un valore compreso tra 0,4 e 0,8 C°. Gli aumenti più rilevanti di temperatura sono avvenuti principalmente in due periodi: a) nel periodo compreso fra il 1910 e il 1945; b) nel periodo che va dal 1976 ai giorni nostri.
Scioglimento dei ghiacci.
I dati esistenti mostrano che i ghiacci antartici sono rimasti piuttosto stabili mentre quelli artici hanno subito una riduzione. Una tendenza alla riduzione è evidente anche nei ghiacciai alpini e nelle catene montuose delle medie latitudini dell’emisfero nord.
Precipitazioni e siccità. Le precipitazioni totali annue sono in aumento, soprattutto nell’emisfero nord. Nell’emisfero sud, invece, non si notano variazioni significative né tendenze in atto. Infine, nelle regioni subtropicali, vi è una chiara tendenza alla diminuzione.
Circolazione atmosferica ed oceanica. Esistono due fenomeni periodici e ricorrenti della circolazione atmosferica ed oceanica che negli ultimi decenni hanno subito modifiche: il fenomeno conosciuto come "El Niño" (El Niño Southern Oscillation - ENSO) ed il fenomeno della NAO (North Atlantic Oscillation). Il comportamento de "El Niño" è diventato particolarmente insolito a partire dal 1970 e sia la sua frequenza che la sua intensità sono in aumento. La NAO è accoppiata con la circolazione delle correnti oceaniche del nord Atlantico: tale accoppiamento ha rafforzato la formazione di cicloni, correnti aeree e burrasche.
Eventi meteorologici estremi.
Le precipitazioni estreme (piogge alluvionali) sono in aumento proprio nelle regioni del pianeta dove anche le precipitazioni totali annue sono in aumento; in particolare, in queste zone le piogge hanno una durata minore e una intensità maggiore. Per quanto riguarda le temperature estreme, la frequenza dei valori massimi (estremi di caldo) non sembra essere variata, mentre è evidente una diminuzione della frequenza delle temperature minime (estremi di freddo). Infine come eventi estremi vanno ricordate le tempeste (cicloni, tornado, ecc.): non sono stati notati aumenti come frequenza né dei cicloni tropicali (uragani, tifoni, ecc.), né di quelli extratropicali anche se l’intensità e la violenza di tali tempeste appaiono in aumento così come i danni da esse provocati.