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Contribuisci al censimento degli Open Data in Italia: diventa Open Data Reviewer

Eccola la prima iniziativa che parte dal basso per censire gli Open Data in Italia. Ma non si tratta semplicemente di fare il punto su quanti siano gli OD “nostrani”, ma di verificare la qualità dei dati pubblicati.

Non semplici osservatori,  ma "critici" del dato come ci spiega in questo contributo Maurizio Napolitano. Tutti possono essere dei reviewers, basta iscriversi ed iniziare a cercare, per poi valutare insieme alla community dei critici i dataset pubblici.

Nel 2012 OKFN ha dato vita al progetto Open Data Census, ovvero un censimento per individuare i livelli di apertura dei dati delle varie nazioni nel mondo. Nel 2013 sono stati pubblicati i risultati come il primo Open Data Index arrivando, lo scorso autunno, a coprire 700 dataset di 70 Paesi.

Questa azione si è dimostrata utile nel guidare il rilascio di Open Data in tutto il mondo, tuttavia ci sono moltissimi dati a livello locale che sono più rilevanti nella vita quotidiana dei cittadini. Così lo scorso anno, in seguito ad un progetto pilota, si è deciso di estenderlo alla dimensione della città. Come sezione italiana ci siamo interrogati, a suo tempo, su come adattare il census in Italia guardando le regioni o province e individuando le dimensioni per cui si ha la competenza per aprire i dati.

Il 22 Febbraio Andrea Raimondi ha partecipato all‘Open Data Day di Londra e lì – assieme a Rufus Pollock – ha preparato il setup per le città italiane. Usciamo dalla logica di pensare a chi detiene la tipologia di dato, cerchiamo piuttosto di creare comunità interessate al tema dell’open data, scalando sulla dimensione cittadina che è quella più vicina alle persone. In questo modo cerchiamo di creare un effetto cascata, per cui chiunque ha quei dati si accorge dell’importanza di renderli disponibili a chiunque. 

Fonte: smartinnovation.forumpa