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Riqualificazione urbana - Contratti di quartiere

Contratti di quartiere

L'avvio dei "Contratti di quartiere" è reso possibile da una disposizione contenuta nel comma 63 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1966, n. 662 nella quale veniva stabilito che una quota delle maggiori entrate per gli anni 1993 e 1994 proveniente dai fondi Gescal fosse destinata per la sperimentazione.

I contratti di quartiere sono programmi sperimentali di recupero urbano finanziati dal Ministero dei Lavori Pubblici. Prevedono soprattutto il restauro, il risanamento e la ristrutturazione delle case popolari, e solo in parte opere di urbanizzazione.

Sotto il profilo urbanistico i Comuni sono tenuti all'adozione di un piano di recupero, in assenza di strumenti urbanistici di analogo dettaglio.

Contratti di quartiere I

I Contratti di quartiere I hanno rappresentato un'occasione per promuovere utili esperienze in quelle arre in cui i processi di crescita urbana - particolarmente intensi negli anni Settanta durante i quali ancora consistenti erano i fabbisogni residenziali - produssero insediamenti residenziali carenti per qualità ambientale e per dotazione di servizi e tali da caratterizzarli negativamente, per l'assenza di luoghi riconoscibili e per lo scarso significato urbano degli aggregati edilizi, rispetto alle altre zone più consolidate. Il Ministero ha finanziato due contratti selezionati dalla Regione Piemonte e presentati dai Comuni di Torino e Pinerolo, per una somma di circa 15 milioni di Euro, su un investimento di circa 19 milioni di Euro

Contratti di quartiere II

Dalla prima alla seconda stagione dei Contratti di Quartiere: un impegno per il superamento del disagio sociale
È dal 1994 che la Regione finanzia questo tipo di programmi. Con l'approvazione della legge 493/93, una quota dei fondi Gescal è stata indirizzata al finanziamento di interventi al servizio dei quartieri pubblici degradati e il Piemonte ha scelto da subito di ispirarsi all'iniziativa comunitaria "Urban". Non solo riqualificazione urbanistica ed edilizia, come richiedevano gli indirizzi nazionali, che a quel tempo mutuavano l'esperienza lombarda, ma attenzione prioritaria agli aspetti sociali e ambientali del quartiere, con un approccio integrato più attento alle esigenze degli abitanti e di chi fra questi vive in condizioni di maggior disagio: gli anziani, i disoccupati, i malati cronici [.].

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Il bando della Regione Piemonte per i Contratti di Quartiere II Assumendo gli elementi di base del bando nazionale, la Regione Piemonte ha caratterizzato la sua proposta concorsuale arricchendola, oltre che dell'esperienza dei suoi precedenti "Contratti di Quartiere", Torino e Pinerolo, dei 18 Programmi di Recupero Urbano attualmente in corso. La Regione Piemonte ha ritenuto opportuno caratterizzare il proprio bando attribuendogli uno spirito volto a favorire la formazione di programmi che individuino ambiti particolarmente degradati sotto l'aspetto sociale oltre che ambientale, come dimostra l'attenzione rivolta ai quartieri d' edilizia residenziale pubblica.

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