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Da mercoledì 6 dicembre (fino all’8 gennaio) è aperta al pubblico la mostra “I volti dell’alienazione” presso la Sala Classica della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Si tratta di quaranta disegni e settanta studi dell’artista e designer vercellese Roberto Sambonet, realizzati tra il 1951 e il 1952 nel manicomio civile e criminale di Juqueri, a cinquanta chilometri da San Paolo in Brasile, che all’epoca ospitava circa quindicimila pazienti. I lavori raccontano e indagano il fenomeno del disagio mentale in una struttura di contenzione.

Sambonet, nato a Vercelli nel 1924, trascorse sei mesi nei reparti dell’ospedale, ritraendo gli internati in una serie di opere a china e a matita, capaci di mostrare pensieri, emozioni, sentimenti. Un viaggio nelle pieghe della malattia e della sofferenza, raccolto nel volume “Della pazzia” (M'Arte Edizioni, Milano 1977). Ai ritratti sono affiancati testi connessi al tema e selezionati per l’occasione dal catalogo della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

In concomitanza con la mostra vengono esposte le fotografie del reportage “Nocchier che non seconda il vento”: un viaggio all’interno degli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari) italiani, realizzato dal fotografo torinese Max Ferrero tra il 2014 e il 2015, alla vigilia della loro chiusura.

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 18, ed il sabato dalle 10 alle 13 (da venerdì 22 dicembre a venerdì 5 gennaio 2018 apertura dalle 10 alle 13 e chiusura nei giorni festivi).