Enzo Cheli

Convergenza, grande opportunità
che impone nuove regole, flessibili

L' integrazione fra telecomunicazioni, informatica e televisione rende ancora più appetibile un mercato in forte espansione. Agli operatori tradizionali si sono sostituiti i global players, promotori di gigantesche fusioni che sfuggono ad adeguati controlli. Ciò richiede, lo afferma il Garante per le comunicazioni, normative mondiali che vigilino ma non frenino la crescita del settore. L'Italia è all'avanguardia.

1.
Viviamo in un'epoca di grandi trasformazioni. Tra tutte, quella in atto nel mondo della comunicazione è senz'altro la più sorprendente e decisiva, destinata ad avere un forte impatto nei più svariati aspetti della vita di ognuno di noi. Non passa giorno senza che le pagine dei giornali diano notizia di accordi strategici tra i protagonisti della "nuova economia", nuova perché basata sulla conoscenza e caratterizzata dall'immaterialità, dalla globalità e dall'interdipendenza del tessuto produttivo, imperniato sul sistema dei moderni mezzi di comunicazione e in particolare di Internet.
Motore di questa stagione profondamente innovativa è la rivoluzione digitale, cioè il passaggio dalla tecnologia analogica alla tecnologia numerica che ha reso possibile, grazie alla compressione dei segnali e alla loro scomposizione in bit, un uso molto più ricco e più articolato dei canali tradizionali della comunicazione utilizzati finora.
Le conseguenze di questa piccola rivoluzione copernicana sono sotto gli occhi di tutti: l'aumento, a minori costi infrastrutturali, dei canali stessi, l'evoluzione verso forme di interattività della comunicazione, ma soprattutto la convergenza delle tecnologie. Ed è proprio a quest'ultima che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni lega la sua missione specifica.

2.
Istituita nel 1997 dalla legge Maccanico sul modello delle autorità di Stati Uniti e Canada, l'Autorità italiana rappresenta quasi un unicum nel panorama internazionale che non ha, salvo poche eccezioni, alcun riscontro in Europa.
Quando il legislatore italiano, sotto la spinta delle direttive comunitarie, si trovò a dover fissare i compiti di una futura autorità di garanzia in grado di affrontare il nodo della liberalizzazione delle telecomunicazioni, lo fece da una prospettiva decisamente non "usuale". Maturava infatti, in quegli stessi anni, l'esigenza di ridefinire l'assetto del mercato radiotelevisivo, assetto che una sentenza costituzionale del 1994 aveva censurato perché lesivo del pluralismo politico. Fu così che, con notevole audacia, il legislatore decise di dare vita a una normativa unica per tutto il sistema delle comunicazioni, riunendo in un unico testo le discipline, fino ad allora separate e distinte, delle telecomunicazioni e dell'audiovisivo.
Con lungimiranza, la legge Maccanico apriva alla convergenza quel processo di integrazione tra telecomunicazioni, informatica e televisione che è attualmente al centro di innumerevoli e importanti transazioni economiche e che va avanti senza battute d'arresto da circa vent'anni. La progressiva scomparsa della distinzione fra mezzi della comunicazione e contenuti della comunicazione (voce, immagini, dati) è la nota peculiare di tale processo, che consentirà, nei prossimi anni, un nuovo, straordinario uso della tecnologia.

3.
La convergenza tecnica - nelle reti, nei servizi, nei terminali - aumenterà notevolmente le possibilità di sviluppare nuovi prodotti e servizi, creando maggiori compatibilità e una fitta rete di ponti tra una tecnologia e l'altra. Bastino alcuni esempi. I telefonini Umts saranno vere e proprie postazioni multimediali dalle quali sarà possibile inviare messaggi di posta elettronica, ascoltare musica e persino vedere immagini in movimento. La fornitura di contenuti sulle reti di telefonia mobile (il cosiddetto mobile media mode) è la grande sfida europea del futuro, che il vecchio continente potrà vincere con notevole anticipo rispetto agli Stati Uniti. Le nuove applicazioni della tecnologia consentono già oggi a utenti mediamente esperti di navigare in rete attraverso la televisione o di telefonare tramite computer, seppure con standard qualitativi piuttosto bassi.
Sui contenuti da destinare alle nuove piattaforme multimediali è da tempo in corso un'intensa attività di intese e fusioni tra i produttori di tali contenuti e i distributori delle informazioni (tra i quali anche gli operatori telefonici), sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Alleanze di dimensioni fino a oggi mai immaginate stanno trasformando radicalmente gli scenari del mondo della comunicazione: si pensi all'accordo Time Warner-America on line, o all'intesa Vodafone-Mannesmann, così come all'operazione Seat-Tmc.

All'operatore tradizionale di telecomunicazioni, di audiovisivo, di informatica, si sostituisce quello che oggi viene definito global player, il giocatore globale, protagonista di un mercato caratterizzato da concentrazioni che, per le loro insolite dimensioni, sfuggono in gran parte al controllo delle Autorità nazionali. Per gli inevitabili problemi di controllo e vigilanza che le intese stipulate a livello transnazionale comportano, è necessario studiare regole nuove, al passo con le trasformazioni economiche e produttive in atto, e procedere a una nuova definizione dei compiti dei regolatori.
La convergenza tecnologica, infatti, determina - e del resto non potrebbe essere diversamente - anche la convergenza delle normative. Il diritto della convergenza che l'Italia, prima di altri paesi, ha anticipato con la legge 249 del 1997, rappresenta una svolta storica nel mondo giuridico, con enormi implicazioni economiche, sociali e politiche. L'idea di disciplinare le reti, indipendentemente dal tipo di messaggio che su di esse viene veicolato, e i servizi, indipendentemente dalle reti sulle quali essi vengono offerti, è certamente innovativa e richiede ai legislatori un grande impegno.
Le nuove norme dovranno, infatti, avere un elevato e serio contenuto tecnico, poiché avranno una valenza tecnologica mai conosciuta nelle discipline normative dei decenni passati nei differenti settori. Dovranno inoltre essere molto flessibili, per la velocità crescente con la quale i mercati si muovono e si adattano ai processi economici, e fortemente imparziali.

4.
Se questo è lo scenario, si comprende quanto importante sia il ruolo dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tale organismo, chiamato per legge a porre regole in mercati soffocati da lunghi anni di monopolio e di scarsa innovazione, ha perseguito l'obiettivo della liberalizzazione impegnandosi affinché la convergenza non rimanesse solo un impegno formale. Nella propria attività, l'Autorità ha sempre avuto presente la promozione dell'innovazione tecnologica, nel rispetto delle competenze che, in tale ambito, ha il Governo.
Molte delle decisioni assunte dall'Autorità nel settore delle telecomunicazioni e in quello dell'audiovisivo tengono conto dell'esigenza di favorire l'integrazione delle tecnologie e accelerare il passaggio alla nuova era digitale. Ne sono testimonianza i diversi provvedimenti in materia di Umts e anche il Libro Bianco sul digitale terrestre, adottato dall'Autorità al termine di un anno di studio e confronto con gli operatori del settore.

In tre anni, l'Autorità ha dato un contributo decisivo allo sviluppo equilibrato della concorrenza, tutelando, secondo la missione che le è propria, il corretto gioco della competizione tra gli operatori e garantendo i consumi di libertà fondamentali degli utenti-cittadini. Ciò è avvenuto grazie a un'intensa attività di regolamentazione che può dirsi ormai conclusa e che, nei prossimi mesi, lascerà il posto alle attività di vigilanza e controllo.
La crescita tumultuosa del mercato ha infatti assicurato ai consumatori una maggiore libertà di scelta, alla quale tuttavia non si è sempre accompagnata una completa trasparenza dell'offerta. Compito dell'Autorità, in questo delicato frangente, è aiutare i cittadini a districarsi nella molteplicità di proposte presenti sul mercato, garantendo altresì a tutti gli operatori il corretto funzionamento delle regole della fair competition.
L'impresa che attende l'Autorità è indubbiamente molto complessa, ma anche affascinante, forse la più interessante che l'immaginazione istituzionale del nostro paese ha costruito in questo dopoguerra; ma il suo successo dipenderà, in buona misura, dalle sorti del processo di convergenza e dal grado di autonomia e indipendenza che l'Autorità saprà esercitare.