Giuseppe Mario Scali

La Bordoni fa ricerche innovative
per rendere più efficace la protezione

Nei prossimi tre anni la Fondazione Bordoni, come spiega il suo presidente, attuerà un intenso programma di studi e sperimentazioni nel campo della sicurezza informatica. Le ricerche riguarderanno, tra l'altro, la realizzazione di sistemi innovativi per la valutazione e la certificazione dei prodotti It, la validità legale dei documenti elettronici e la protezione dei dati trasmessi su reti telematiche.

La Information technology, per gli immensi vantaggi che offre, sta assumendo nella società moderna un ruolo sempre più decisivo. Ma come ogni volta è accaduto nelle fasi critiche dei passaggi epocali, anche stavolta l'affermarsi del nuovo può essere vanificato da incognite e pericoli che sfidano l'ingegno e la laboriosa pazienza dell'homo faber. Il fianco scoperto del sistema, all'inizio di questo millennio rimane, come alla fine del precedente, quello della sicurezza. Non si dà in tutto il mondo attività economica e finanziaria di qualche importanza che non si debba già dotare di una cintura di protezione telematica; ma l'optimum della difesa dei dati sensibili e delle transazioni è ancora lungi dall'essere raggiunto.
La Fondazione Bordoni, con un'esperienza più che decennale di studi sui temi impegnativi della sicurezza, in applicazioni di natura civile, è spesso riuscita a orientare le scelte di fornitori e gestori di servizi nei quali la sicurezza è essenziale. L'impegno della Fondazione in questo campo è nato con l'esaurirsi degli studi che avevano condotto alla realizzazione dei primi sistemi numerici e all'approfondimento di molte importanti questioni teoriche legate allo sviluppo di tali sistemi. Negli anni Ottanta quelle competenze furono trasferite agli studi sulla crittologia, scienza cui si erano fino allora dedicati, nel nostro paese, soltanto alcuni ambienti militari nel corso della seconda guerra mondiale.

In quei primi anni Ottanta il mondo accademico e quello della produzione consideravano la difesa crittografica ed elettronica del segreto poco più che una curiosità; sicché fu necessaria molta lungimiranza per formare nuclei di esperti che potessero rapidamente diventare validi e apprezzati punti di riferimento in ambito nazionale e internazionale. Ma oggi che per il dilagare della pirateria informatica il problema si pone in tutta la sua indifferibilità e vastità, si può ricordare con orgoglio l'impegno di allora sui temi della sicurezza e soprattutto l'efficienza esibita nell'affrontare il problema: in poco più di un decennio la Fub produsse circa 250 lavori (di cui 150 pubblicati sulle maggiori riviste e presentati nei più prestigiosi consessi internazionali) e un'ampia gamma di procedimenti algoritmici e prototipi di macchinari o di componenti e accessori di macchinari informatici. Nel corso degli anni le attività attinenti alla sicurezza It sono state progressivamente ampliate e potenziate, sotto la spinta del crescente interesse che la materia andava riscuotendo presso gli addetti ai lavori, il mondo politico e l'opinione pubblica.
La Pubblica amministrazione è stato sempre un settore cui la Fub ha guardato con la massima attenzione, collaborando attivamente, ad esempio, con l'Aipa (Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione) e, per attività di studio e formazione in campo crittografico, con il ministero della Difesa. Più recente è la collaborazione con il ministero delle Comunicazioni sulla realizzazione di un centro di valutazione della sicurezza informatica, mentre tuttora si partecipa ai lavori sia di gruppi interministeriali sulla regolamentazione dell'uso della crittografia, sia di organismi preposti allo sviluppo di normative nazionali e internazionali.

E il futuro? I recenti accordi intervenuti con vecchi e nuovi compagni di strada, lasciano presagire un triennio denso di nuove iniziative, cui verranno dedicate cospicue risorse. Una parte dei progetti sul tappeto è dedicata, ancora, all'amministrazione pubblica. Tra questi, uno, di particolare rilevanza, riguarda la possibilità di creare in Italia una entità "super partes" che consenta di valutare e certificare la sicurezza di un qualsiasi sistema o prodotto It. Questo studio prevede due direttrici di intervento: la prima intesa a migliorare la struttura di valutazione e certificazione che già esiste in Italia riguardo a dati e documenti coperti dal segreto di Stato, la seconda finalizzata alla creazione di una struttura analoga applicabile a tutti gli altri sistemi e prodotti It. La prima di queste due strutture è coordinata dall'Autorità nazionale per la sicurezza, Ufficio centrale per la sicurezza, che accredita i laboratori, per lo più privati, nei quali vengono eseguite le valutazioni; tra questi c'è anche un laboratorio pubblico, uno solo, ed è quello allestito - con la collaborazione della Fub - presso l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione. E' appunto a supporto di questo laboratorio che sono pianificate alcune delle iniziative Fub del prossimo triennio.
Quanto alla seconda delle due strutture, quella che non riguarda la tutela del segreto di Stato, è previsto un contributo tecnico ai lavori del gruppo che ne sta definendo le caratteristiche e, più direttamente, al ministero delle Comunicazioni, qualora dovesse assumere l'importante ruolo di organismo di certificazione. Divenuta operante, la struttura sarà destinata a un compito gravoso, ma importante. Si pensi, ad esempio, ai servizi e alle applicazioni che vengono utilizzati su Internet e che vanno assumendo una notevole criticità riguardo alle informazioni che vi circolano: commercio elettronico anche per beni di ingente valore, transazioni bancarie via rete, trasferimento di dati sensibili e così via.

Oggi chi fornisce il servizio dichiara unilateralmente il grado di protezione garantito dal sistema scelto. Non esistono al momento, tuttavia, procedure consolidate e approvate nelle Comunità scientifiche che consentano di verificare quanto dichiarato. In queste condizioni risulta difficile trasferire all'utenza quel senso di fiducia e di sicurezza che è premessa essenziale per l'uso, e quindi lo sviluppo, dei servizi It. Ma c'è di più. Una struttura di valutazione e certificazione della sicurezza It è condizione necessaria anche per poter dare pratica applicazione a leggi importanti come, per esempio, la complessa normativa sul documento elettronico con validità legale. L'obiettivo, in questo caso, è quello di dare alla pubblica amministrazione gli strumenti in grado di sostituire davvero e per sempre - mediante servizi automatizzati - le tradizionali, inefficienti e costose procedure basate sull'impiego dei documenti cartacei. Con vantaggi evidenti per l'intero sistema-paese.
In contesto differente è situato un secondo progetto della Fondazione Ugo Bordoni che riguarda lo sviluppo di tecnologie It a supporto dei procedimenti giudiziari. Il progetto, concordato con il ministero di Grazia e Giustizia, punta a migliorare l'efficacia della macchina giudiziaria soprattutto eliminando i tempi morti dovuti alla necessità di trasferire documenti e spostare persone fisiche. Qui, obiettivo ultimo potrebbe essere il tanto discusso, e per la verità da molti contestato, "processo virtuale": utilizzando videoconferenze e altre forme di comunicazione diventerà possibile, in un giorno forse non lontano, tenere udienze senza che tutti i protagonisti debbano essere obbligatoriamente presenti in aula.
In ogni caso, occorrerà comunque, naturalmente, rispettare i requisiti di riservatezza, integrità/autenticità e disponibilità delle informazioni da scambiare (alcune delle quali, senza dubbio, estremamente critiche: si pensi soltanto alle conseguenze di eventuali alterazioni di testimonianze, effettuate violando le barriere di protezione del sistema). Dovranno perciò essere trovate e adottate, sul piano tecnico, delle misure di protezione particolarmente valide.

Un terzo progetto, quello che sicuramente più affascina e più risponde alla vocazione di un centro per ricerche avanzate, quale la Fub è sempre stata ed è, verrà svolto in collaborazione con l'Università degli studi di Palermo e con il Consiglio nazionale delle ricerche. Il progetto, di assoluta frontiera, riguarda la sperimentazione e lo sviluppo di tecniche non convenzionali per la protezione dei dati trasmessi su una rete telematica.
Si pensa, in questo caso, a tecniche mutuate dai campi dell'intelligenza artificiale e delle reti neurali, in grado di garantire l'inaccessibilità alle informazioni da parte di persone non autorizzate. A questo scopo si dovrebbe realizzare un sistema di protezione multi-agente, nel quale i singoli agenti interagiscano tra di loro e con i dispositivi di sicurezza già presenti nella rete, allo scopo di rilevare eventuali tentativi di intrusione e di mettere automaticamente in funzione adeguate tecniche di difesa; con la particolarità di realizzare gli algoritmi di protezione con dispositivi hardware che garantiscono estrema velocità nell'attivazione e nell'intervento del sistema.
In definitiva, la sicurezza continua a essere tema che, oggi come in passato, stimola le energie della Fondazione Bordoni e spinge l'ente verso posizioni di rilievo in campo nazionale e internazionale. Fermo restando che, oggi come in passato, studi e ricerche trovano la propria ragione d'essere e i propri obiettivi negli interessi della società e del paese.