Dettaglio scheda

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A - Attività

Codice 96.01.06
Nome Installazione impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione
Tipologia intervento Avvio/Apertura

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B - Descrizione

Descrizione Regionale

La segnalazione di inizio attività deve essere presentata alla Camera di Commercio nella cui  circoscrizione è ubicata la sede legale dell’impresa. La procedura è abilitante ai sensi dell’articolo 9 del DPR n. 558/1999.

Le attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici sono disciplinate dal Decreto n. 37 del 22 gennaio 2008 s.m.i. concernente l'attuazione dell'art. 11-quaterdecies, comma 13, lettera a), della Legge n. 248 del 02/12/2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.

L’attività di impiantistica comprende la realizzazione degli impianti per edifici civili ed industriali.

Classificazione impianti:
a) impianti elettrici: di produzione, trasformazione, trasporto,
distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di
protezione contro le scariche atmosferiche, nonche' gli impianti per
l'automazione di porte, cancelli e barriere;
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie,comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
g) impianti di protezione antincendio.
L’esercizio delle attività di cui sopra è subordinato al possesso di requisiti tecnico-professionali da parte dell´imprenditore o di altro soggetto specificamente preposto.
Costituisce requisito una delle seguente caratteristiche:
  • diploma di laurea in materia tecnica specifica.
  • diploma o qualifica di scuola secondaria superiore con specializzazione relativa al settore di attività, seguito da due anni continuativi di inserimento in un'impresa del settore. Questo periodo è ridotto ad un anno per l'attività relativa agli impianti idrici e sanitari, lettera d).
  • titolo o attestato di formazione professionale seguito da quattro anni consecutivi di inserimento presso un´impresa del settore. Questo periodo è ridotto a due anni per l'attività relativa agli impianti idrici e sanitari, lettera d).
  • tre anni svolti come operaio specializzato presso un´impresa del settore nel medesimo ramo d´attività, escluso il periodo di apprendistato ed il periodo svolto come operaio qualificato.
  • periodo di collaborazione di sei anni in qualità di titolare, socio, collaboratore familiare, nell'ambito di imprese abilitate del settore. Questo periodo è ridotto a quattro anni per l'attività relativa agli impianti idrici e sanitari, lettera d).
Il rapporto di immedesimazione con l’impresa
Dal disposto di cui al comma 1 dell’art. 3 del D.M. n. 37/2008 si ricava che l’esercizio delle attività di cui all’articolo 1 del decreto 37 è subordinato al possesso dei requisiti professionali o da parte del titolare dell’impresa individuale, o del legale rappresentante di società ovvero da un responsabile tecnico “da essi preposto con atto formale”, che sia in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 4 del medesimo decreto.

Il responsabile tecnico e, dunque, in alcuni casi, colui che surroga il titolare o i soci (privi dei necessari requisiti tecnico-professionali richiesti) nell’esercizio materiale dell’attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti e, quindi, nella parte dell’attività dell’impresa di prevalente rilievo tecnico.

Il responsabile tecnico è il soggetto a cui è devoluta la responsabilità della conduzione tecnica dell’impresa.
Il responsabile tecnico, preposto all’esercizio di una delle attività rientranti nell’ambito di applicazione del decreto in argomento,come è stato più volte precisato anche nella vigenza della precedente normativa in più Circolari ministeriali, deve avere un “rapporto di immedesimazione con l’impresa”; deve, pertanto, essere o dipendente, o socio o familiare o in possesso di apposita procura institoria.
Il termine “immedesimazione”, come ha precisato a suo tempo il Ministero dell’Industria, con la Circolare n. 3342/C del 22 giugno 1994, va interpretato in senso stretto e cioè “riferito alla necessità dell’esistenza, oggettiva e biunivoca, di un rapporto diretto del responsabile tecnico con la struttura operativa dell’impresa”.
Nel caso in cui il responsabile tecnico non sia lo stesso imprenditore, il rapporto di immedesimazione – continua lo stesso Ministero – deve concretizzarsi in una forma di collaborazione con quest’ultimo che consenta al “preposto-responsabile tecnico” di operare in nome e per conto dell’impresa, impegandola sul piano civile con il proprio operato e con le proprie determinazioni, sia pure limitatamente agli aspetti tecnici dell’attività della stessa.
Il Ministero delle attività produttive è intervenuto tra le altre, sulla figura del responsabile tecnico, con la Circolare n. 3600/C del 6 aprile 2006, ribadendo che “Perché i requisiti posseduti dal responsabile tecnico siano riferibili direttamente all’impresa deve intercorrere, tra il primo e la seconda, un rapporto di immedesimazione”.
Il responsabile tecnico deve cioè assumere con l’impresa un “vincolo stabile e continuativo”, che comporti un rapporto diretto con la struttura operativa dell’impresa e lo svolgimento di un costante controllo sui servizi della stessa offerti.

Sono considerati “immedesimati” con l’impresa, secondo la normativa in materia e le varie circolari emanate dal Ministero:
  • il titolare,
  • il lavoratore dipendente,
  • il socio prestatore d’opera,
  • l’institore,
  • l’associazione in partecipazione.

Circa la possibilità che il ruolo del responsabile tecnico di un’impresa individuale di installazione impianti possa essere espresso anche da una società tra professionisti, il Ministero dello Sviluppo Economico, con nota del 25 luglio 2007, prot. 7583, ha espresso parere negativo. La problematica è stata superata dal disposto di cui all’art. 2, dell’art. 3 del D.M. n. 37/2008, nel quale viene introdotto un nuovo principio che toglie ogni dubbio: il responsabile tecnico può svolgere tale funzione per una sola impresa e la qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa.

Pertanto, al responsabile tecnico di un’impresa – come ha recentemente ribadito il Ministero dello Sviluppo Economico – è escluso l’esercizio di attività autonoma ovvero di attività subordinata presso terzi, dovendo essere esclusivo il rapporto professionale che tale soggetto intrattiene con l’impresa, pena la mancanza del requisito richiesto dalla vigente normativa (Si veda: Nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 8 agosto 2008, Prot. 0016827)

Le forme di nomina del responsabile tecnico

Nel nuovo decreto, per la prima volta, all’art. 3, comma 1, si parla esplicitamente di nomina di responsabile tecnico attraverso un “atto formale”.

La responsabilità tecnica delle imprese artigiane
Per quanto riguarda le imprese artigiane, è necessario tener presente che, in base al disposto di cui all’art. 2, della legge n. 443 del 1985 (legge-quadro per l’artigianato) la figura del responsabile tecnico si identifica necessariamente con il titolare dell’impresa, qualora si tratti di ditta individuale, con uno dei soci, qualora si tratti di società.

Dichiarazione di conformità
Il committente è tenuto ad affidare i lavori di impiantistica esclusivamente ad imprese abilitate.
E´ fatto obbligo al titolare o al legale rappresentante dell´impresa di rilasciare al committente, al termine dei lavori, una dichiarazione di conformità degli impianti resa sulla base del modello di cui all'allegato I dell'art. 7 del D.M. 37/2008 alla quale devono essere allegati:
  • il progetto (quando necessario)
  • la relazione sulla tipologia dei materiali impiegati
  • scheda di impianto
FONTI NORMATIVE
DECRETO 30 giugno 2003, n. 221

DECRETO-LEGGE 31 gennaio 2007, n. 7

Altri elementi informativi specifici relativi all'attività


Descrizione Locale

Altre informazioni locali


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C - Requisiti

Requisiti Oggettivi


Normativa Requisiti Oggettivi

DECRETO 30 giugno 2003, n. 221


Requisiti Soggettivi Morali

Inesistenza di cause di divieto, sospensione, decadenza di cui all’art. 67 del D.lgs. 6/09/2011, n. 159) (antimafia).
I soggetti nei cui confronti devono essere accertata tale condizione sono indicati nell’art. 2 del D.P.R. 252/1998:
per la ditta individuale: titolare.
Per le società: tutti i soci per le s.n.c., soci accomandatari per le s.a.s. e s.a.p.a., di tutti i componenti dell’organo di amministrazione per le s.r.l, le s.p.a. e le cooperative
Con l’entrata in vigore dell’art. 85 del D.lgs 159/2011,  tale requisito dovrà essere verificato anche in capo al direttore tecnico se diverso dal titolare o da un socio.
Fonti normative:
Decreto Legislativo 159/2011

Normativa Requisiti Soggettivi Morali

Requisiti Soggettivi Professionali


Normativa Requisiti Soggettivi Professionali

Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l’esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. I permessi di soggiorno validi a tale fine sono i seguenti:
  1. permesso di soggiorno per lavoro autonomo
  2. permesso di soggiorno per lavoro subordinato
  3. permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro
  4. permesso di soggiorno per motivi familiari o ricongiungimento familiare
  5. permesso di soggiorno per integrazione nei confronti dei minori che si trovino in particolari condizioni (art. 32 c. 1 bis e 1 ter del T.U. in materia di immigrazione, D.Lgs. n. 286/1998) con parere favorevole del Comitato dei minori stranieri
  6. permesso di soggiorno per ingresso al seguito del lavoratore
  7. permesso di soggiorno per motivi umanitari - permesso di soggiorno per attesa occupazione
  8. permesso di soggiorno per motivi straordinari (art. 5 c. 6 L. n. 40/1998)

Normativa Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

L.06.03.98, n. 40


Art 5 c. 6 , D.Lgs. n. 25.07.1998, n. 286, art. 32 c. 1 bis e 1 ter


Altri requisiti


Normativa altri Requisiti

ATTENZIONE
PRIMA DI ESAMINARE IL QUADRO DEGLI ADEMPIMENTI EVENTUALMENTE PREVISTI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIO VERIFICARE CHE SIANO STATI SVOLTI TUTTI GLI ADEMPIMENTI PREVISTI DALLA NORMATIVA PER REALIZZARE/MODIFICARE I FABBRICATI E GLI IMPIANTI CHE VERRANNO UTILIZZATI PER LO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA'. IN VIA GENERALE PER LA REALIZZAZIONE/MODIFICA DEI FABBRICATI E DEGLI IMPIANTI RELATIVI ALL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIA L'ATTIVAZIONE DEI SEGUENTI ENDOPROCEDIMENTI PRIMA DI QUELLI RELATIVI ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA':

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D - Procedimenti

Endoprocedimenti relativi alla verifica dei requisiti previsti per i fabbricati e gli impianti

NOTA BENE. GLI ENDOPROCEDIMENTI QUI INDICATI DEVONO ESSERE ATTIVATI ANCHE QUANDO NON E' RICHIESTA NESSUNA DOMANDA/DICHIARAZIONE/NOTIFICA PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA'.

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE PRIMA DELL'INIZIO DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE DOPO LA CONCLUSIONE DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni

D1

NORMATIVA APPLICABILE AGLI ENDOPROCEDIMENTI INDICATI NEI QUADRI D

Adempimento Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali

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E - Esercizio delle attività

COSA SERVE PER INIZIARE L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' (QUANDO SIANO GIA' STATI REALIZZATI/MODIFICATI I FABBRICATI E GLI IMPIANTI)


Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività: Segnalazione certificata inizio attività

E1 - Normativa applicabile

Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali

Cosa si deve fare per presentare la pratica

A chi si presenta la pratica: Allo Sportello Unico Associato di Pinerolo
Quando si può iniziare l'attività: A seguito della presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività al SUAP ed alla Camera di Commercio competente per territorio.
Precisare se sono necessarie altre comunicazioni prima di cominciare:
Tempi previsti per la conclusione del procedimento: 60 giorni (per la verifica e controllo rif. Art. 19 c. 3 della legge 241/90 s.m.i.)
Note sulla documentazione:

DOMANDA/SEGNALAZIONE DI INIZIO ATTIVITA'

Tipologia Modello Domanda/SCIA Scarica Modello
Scarica allegato


Elenco allegati da produrre e relativa spiegazione

Tipologia Spiegazioni Allegato Obblig. Scarica Modello
Procura speciale Procura speciale con firma autografa o digitale del Delegante (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) NO
Permesso di soggiorno Copia del permesso di soggiorno (obbligatorio nel caso l'esercizio dell'attività venga svolto da cittadini extracomunitari) NO
Dichiarazione soci Dichiarazione soci (obbligatoria nel caso di società deve essere presentata l’autocertificazione relativa al possesso dei requisiti morali di tutti i soci amministratori secondo le indicazioni di cui al D.P.R. 252/98) NO
Documento riconoscimento Copia documento di riconoscimento in corso di validità di: - Delegante e Delegato (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) - Tutti i Soci amministratori (obbligatiorio nel caso di società) - Titolare/i (obbligatorio nel caso in cui non coincida con il Delegante) NO

Quanto e come si deve pagare per gli esercizi delle attività

Marche da bollo:
Importo Marche da bollo:
Contributi/Oneri:
Importo Contributi/Oneri:
Diritti di segreteria:
Importo Diritti di segreteria:
Diritti di istruttoria SUAP:
Importo Diritti di istruttoria SUAP:
Note sul pagamento:

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F - Adempimenti successivi

Regionali

Locali

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G - Scadenze e rinnovi

Quando scade l'endoprocedimento relativo all'esercizio di attività

Data di scadenza
Modalità di rinnovo
Ente competente

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H - Note

INFORMATIVA GENERALE

La SCIA deve essere presentata al SUAP ed al Registro Imprese della Camera di Commercio di competenza nel giorno dell'inizio dell'attività economica e allegata ad un modello di Comunicazione Unica e di iscrizione/variazione al Registro. Per maggiori informazioni e per scaricare l’apposita modulistica consultare il sito della Camera di Commercio competente per territorio. La documentazione sarà inviata agli Enti competenti per la verifica dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell'attività e/o l'esecuzione dell'intervento. In esito all'attività di controllo potrà essere comunicata l'esigenza di eventuali integrazioni ed entro 60 giorni dalla data di ricevimento della SCIA, potranno essere adottati motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a 30 giorni. E’ fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della legge 214/1990 e s.m.i..

INFORMATIVA LOCALE