Dettaglio scheda

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A - Attività

Codice 55.03.02
Nome Rifugi escursionistici
Tipologia intervento Avvio/Apertura

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B - Descrizione

Descrizione Regionale

Sono strutture ricettive fruibili da coloro che frequentano la montagna a scopo ricreativo, sportivo, culturale e di studio. Sono classificate in:
  1. rifugi escursionistici: strutture idonee ad offrire, mediante gestore, accoglienza e ristoro agli utenti della montagna, situate in zone montane raggiungibili attraverso strade aperte al traffico ordinario, impianti di risalita a fune o a cremagliera;
  2. rifugi alpini: sono definite rifugi alpini le strutture ubicate in luoghi idonei a costituire basi di appoggio per l'attività alpinistica, predisposte ed organizzate per fornire, mediante gestore, ospitalità, sosta, ristoro, pernottamento e servizi connessi, non raggiungibili in nessun periodo dell'anno attraverso strade aperte al traffico ordinario o attraverso linee funiviarie in servizio pubblico, fatta eccezione per gli impianti scioviari;
  3. rifugi non gestiti: sono definite rifugi non gestiti le strutture in muratura ubicate in luoghi isolati di montagna, non gestite né custodite, chiuse ma fruibili dagli utenti della montagna mediante reperimento delle chiavi presso un posto pubblico, attrezzate per il pernottamento e per la cottura autonoma dei pasti da parte dei fruitori, nonché dotate di servizi igienici interni ovvero collocati nelle pertinenze della struttura; (vedi scheda a parte)
  4. bivacchi fissi: sono definite bivacchi fissi le strutture ubicate in luoghi di montagna molto isolati, incustodite e aperte in permanenza agli utenti della montagna, attrezzate con quanto essenziale per un ricovero di fortuna. (vedi scheda a parte)
Per cominciare l’attività si deve presentare al SUAP (Sportello unico attività produttive) competente territorialmente una “Segnalazione certificata di inizio attività”, il cui modello è allegato alla scheda, corredata da tutti gli allegati elencati nel modello stesso e avrà efficacia immediata. Qualora si intenda effettuare attività di somministrazione di alimenti e bevande, occorre presentare la documentazione prevista dalle norme sanitarie vigenti.

A tali procedure derogano i rifugi non gestiti e i bivacchi fissi per i quali si veda la scheda apposita.

Le strutture alpinistiche, esclusi i rifugi non gestiti e bivacchi, sono aperti per un periodo minimo non inferiore a trenta gg. anche non continuativi.
E’ possibile la sospensione temporanea per sei mesi, prorogabili per altri sei per fondati motivi, nonché la chiusura definitiva.

FONTI NORMATIVE: Legge regionale n. 8 del 18 febbraio 2010

Altri elementi informativi specifici relativi all'attività

Ai sensi dell’articolo 17 della l.r. 8/2010 è stato adottato un Regolamento disciplinante i requisiti e le modalità di gestione delle strutture ricettive alpinistiche nonché i requisiti tecnici ed igienico-sanitari per il loro funzionamento.
FONTI NORMATIVE: Regolamento di attuazione: D.P.G.R. 11/3/2011, n. 1/R

Descrizione Locale

Altre informazioni locali


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C - Requisiti

Requisiti Oggettivi

Destinazione d’uso turistico ricettivo.
  • SUPERFICI DELLE CAMERE, ALTEZZE E VOLUMI: le superfici nonché le altezze dei locali destinati a cucina sosta e ristoro sono specificatamente indicati nell’Allegato A) del regolamento di attuazione.
  • SERVIZI IGIENICI: I requisiti dei servizi igienico-sanitari delle strutture adibite a rifugi alpini ed escursionistici sono indicati nell’allegato A) – Parte IV – A1 e A2 del Regolamento di attuazione
  • Presso la struttura deve essere disponibile una cassetta di pronto soccorso con i medicamenti ed i materiali di cui al decreto del Ministro della Salute del 15/7/2003, n. 388;
  • CLASSIFICAZIONE: le strutture ricettive alpinistiche non sono soggette a classificazione.
  • PREVENZIONE INCENDI: requisiti previsti dalla normativa di prevenzione incendi di cui al D.M. 9 aprile 1994 e s.m.i, qualora richiesti. Nei locali sono tuttavia rispettati i divieti e gli obblighi imposti dai punti 7,8,10,11 dell’Allegato A alla legge 18/7/80, n°406 “Norme sulle attività alberghiere esistenti. Disposizioni per la prevenzione incendi”. Pe i procedimenti si fa riferimento al D.P.R. 1/8/2011, n.151 (Regolamento per la semplificazione dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi …..).

Normativa Requisiti Oggettivi

D.P.R. 380/2001 e s.m.i


D.G.R. del 2 febbraio 2004, n. 9-11616


Legge n. 447/1995


D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.


DPR 1/8/2011, n. 151


D.M. 9/4/1994


legge 406/1980


l.r. 8/2010 e s.m.i.


Requisiti Soggettivi Morali

Il titolare, il legale rappresentante della società e tutti i soggetti con poteri di rappresentanza:
  • devono essere in possesso dei requisiti morali previsti dagli artt. 11 e 92 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.)  di cui al R.D. 18/6/1931, n. 773;
  • non devono essere sottoposti ad una delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione indicate dall’art. 67 del D. Lgs. 159/2011 (requisiti antimafia).

Normativa Requisiti Soggettivi Morali

Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.) di cui al R.D. 18/6/1931, n. 773


Requisiti Soggettivi Professionali

Ai sensi dell’articolo 2 del Regolamento 1/R del 11/3/2011il gestore di un rifugio deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
  1. conoscenze ambientali della zona e del territorio di riferimento, delle vie di accesso al rifugio ed ai rifugi limitrofi;
  2. capacità di assistenza sanitaria in caso di primo soccorso, con riferimento anche a specificità del soccorso in ambiente alpino;
In caso di gestione indiretta del rifugio, il gestore è, altresì, individuato, sulla base di:
  1. titoli di qualificazione che possano valorizzare le funzioni di gestione della struttura;
  2. qualità del piano di iniziative rivolto ai clienti per promuovere, integrare e valorizzare l'offerta turistica della struttura;
  3. conoscenza della lingua francese o inglese o tedesca quale requisito preferenziale.

Normativa Requisiti Soggettivi Professionali

Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l’esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. I permessi di soggiorno validi a tal fine sono i seguenti:
  1. permesso di soggiorno per lavoro autonomo;
  2. permesso di soggiorno per lavoro subordinato;
  3. permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro;
  4. permesso di soggiorno per motivi familiari o ricongiungimento familiare;
  5. permesso di soggiorno per integrazione nei confronti dei minori che si trovino in particolari condizioni (art. 32, c.1 bis e 1 ter del T.U. in materia di immigrazione D. Lgs. 286/1998) con parere favorevole del Comitato dei minori stranieri;
  6. permesso di soggiorno per ingresso al seguito del lavoratore;
  7. permesso di soggiorno per motivi umanitari – permesso di soggiorno per attesa occupazione;
  8. permesso di soggiorno per motivi straordinari (art. 5, c.6 T.U. 286/1998).
Per le modalità di rilascio del permesso di soggiorno si applicano le disposizioni del Regolamento di attuazione del D. Lgs. citato ossia gli artt. 9 e segg. del decreto del Presidente della Repubblica 31/8/1999, n. 394.

Normativa Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

D. lgs. 25/7/1998, n.286


D.P.R. 31/8/1999, n. 394


Altri requisiti


Normativa altri Requisiti

ATTENZIONE
PRIMA DI ESAMINARE IL QUADRO DEGLI ADEMPIMENTI EVENTUALMENTE PREVISTI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIO VERIFICARE CHE SIANO STATI SVOLTI TUTTI GLI ADEMPIMENTI PREVISTI DALLA NORMATIVA PER REALIZZARE/MODIFICARE I FABBRICATI E GLI IMPIANTI CHE VERRANNO UTILIZZATI PER LO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA'. IN VIA GENERALE PER LA REALIZZAZIONE/MODIFICA DEI FABBRICATI E DEGLI IMPIANTI RELATIVI ALL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIA L'ATTIVAZIONE DEI SEGUENTI ENDOPROCEDIMENTI PRIMA DI QUELLI RELATIVI ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA':

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D - Procedimenti

Endoprocedimenti relativi alla verifica dei requisiti previsti per i fabbricati e gli impianti

NOTA BENE. GLI ENDOPROCEDIMENTI QUI INDICATI DEVONO ESSERE ATTIVATI ANCHE QUANDO NON E' RICHIESTA NESSUNA DOMANDA/DICHIARAZIONE/NOTIFICA PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA'.

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE PRIMA DELL'INIZIO DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 IGIENICO SANITARI IS 1.1 IG-SAN Parere per progetti edilizi NO Visualizza endoprocedimento
2 PREVENZIONE INCENDI VF 1 VF - Richiesta Esame Progetto NO Visualizza endoprocedimento
3 PREVENZIONE INCENDI VF 2 VF - Richiesta di deroga NO Visualizza endoprocedimento
4 AMBIENTE A 4.6 A4 Scarichi di acque reflue domestiche in pubblica fognatura NO Visualizza endoprocedimento
5 AMBIENTE A 7.1 A7 Inquinamento acustico NO Visualizza endoprocedimento
6 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.1 ED - SCIA NO Visualizza endoprocedimento
7 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.3 ED - CIL ordinaria NO Visualizza endoprocedimento
8 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.4 ED - CIL straordinaria NO Visualizza endoprocedimento
9 EDILIZIA/URBANISTICA ED 1 ED - Permesso di costruire NO Visualizza endoprocedimento
10 EDILIZIA/URBANISTICA ED 2 ED - DIA NO Visualizza endoprocedimento

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE DOPO LA CONCLUSIONE DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 IGIENICO SANITARI IS 11.1 IG-SAN Notifica sanitaria (igiene alimenti) - Regolamento (CE) 852/2004 per attivita' con locali NO Visualizza endoprocedimento
2 PREVENZIONE INCENDI VF 1 VF - Richiesta Esame Progetto NO Visualizza endoprocedimento
3 PREVENZIONE INCENDI VF 3 VF - Richiesta CPI NO Visualizza endoprocedimento
4 PREVENZIONE INCENDI VF 4 VF - SCIA ai fini della sicurezza antincendio NO Visualizza endoprocedimento
5 AMBIENTE A 4.2 A4 Scarico acque reflue domestiche non in pubblica fognatura NO Visualizza endoprocedimento
6 AMBIENTE A 4.3 A4 Scarico acque reflue in pubblica fognatura. Reflui urbani e industriali NO Visualizza endoprocedimento

D1

NORMATIVA APPLICABILE AGLI ENDOPROCEDIMENTI INDICATI NEI QUADRI D

Adempimento Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali
PREVENZIONE INCENDI L.326/1958
PREVENZIONE INCENDI DPR 869/1961
PREVENZIONE INCENDI DM 9/4/1994
PREVENZIONE INCENDI DPR 151/2011
EDILIZIA/URBANISTICA DPR 380/2001 s.m.i. L.R. 56/1977 s.m.i.
AMBIENTE D.Lgs. 152/2006 L.R. 48/93
AMBIENTE L. 447/1995 L.R. 13/90

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E - Esercizio delle attività

COSA SERVE PER INIZIARE L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' (QUANDO SIANO GIA' STATI REALIZZATI/MODIFICATI I FABBRICATI E GLI IMPIANTI)


Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività: Segnalazione certificata inizio attività

E1 - Normativa applicabile

Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali
Art. 19 L.241/90 e s.m.i. L.r. 56/1977
L.R. 54/1979

Cosa si deve fare per presentare la pratica

A chi si presenta la pratica: Allo Sportello Unico Attività Produttive Associato di Pinerolo
Quando si può iniziare l'attività: Immediatamente
Precisare se sono necessarie altre comunicazioni prima di cominciare: Contestualmente alla presentazione della SCIA, e comunque entro trenta giorni dell’inizio dell’attività di impresa (se in tal senso esercitata), l’imprenditore deve chiedere l’iscrizione all’ufficio del Registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilisce la sede (art. 2196 Codice civile). Eventuale notifica di inizio attività ai sensi del Reg. CE/852/2004 in caso di somministrazione alimenti e bevande.
Tempi previsti per la conclusione del procedimento: 60 giorni per le verifiche secondo quanto stabilito dall’art.19 della L.241/90 e s.m.i.
Note sulla documentazione:

DOMANDA/SEGNALAZIONE DI INIZIO ATTIVITA'

Tipologia Modello Domanda/SCIA Scarica Modello
Segnalazione certificata di inizio attività SCIA_AVVIO.odt Scarica allegato


Elenco allegati da produrre e relativa spiegazione

Tipologia Spiegazioni Allegato Obblig. Scarica Modello
Denuncia delle attrezzature delle caratteristiche e dei prezzi Modello da allegare alla SCIA per inizio attività. Il modello fotografa la reale situazione della struttura: titolarità, dotazioni, capacità ricettiva, servizi, periodi di apertura e i prezzi praticati dall’inizio dell’apertura fino alla fine dell’anno solare in corso. Lo stesso modello deve essere presentato anche in caso di variazioni intervenute nel corso dell’esercizio per aggiornare quanto dichiarato con la precedente denuncia. In questo caso possono essere modificate tutte le caratteristiche e le attrezzature tranne i prezzi che possono essere modificati soltanto in caso di subentro. DENUNCIA_ATTREZZATURE.ods SI Scarica allegato
Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi Modello da presentare entro il 1 ottobre di ogni anno all’Agenzia turistica Locale competente territorialmente e per conoscenza al Comune così come disposto dalla legge regionale n. 22/1995. Il modello fotografa la reale situazione della struttura: titolarità, dotazioni, capacità ricettiva, servizi, periodi di apertura e i prezzi che saranno praticati a partire dal 1 gennaio dell’anno seguente. Per le strutture site in località montane sedi di sport invernali i prezzi comunicati entro il 1 ottobre possono già essere praticati a partire dal 1 dicembre dello stesso anno. Il titolare può eventualmente aggiornare i prezzi per il secondo semestre dell’anno, compilando lo stesso modello e consegnandolo entro il 1 marzo all’Agenzia Turistica Locale competente territorialmente e al Comune. COMUNICAZIONE_CARATTERISTICHE.ods NO Scarica allegato
Tabella prezzi Modello da esporre alla reception. I prezzi esposti devono corrispondere a quanto comunicato nella denuncia delle attrezzature, caratteristiche e prezzi per inizio o variazione attività e a quanto comunicato nella comunicazione annuale caratteristiche e prezzi. tabella_prezzi.odt NO Scarica allegato
Cartellino prezzi Modello da esporre dietro alla porta di ciascuna camera. I prezzi esposti devono corrispondere a quanto comunicato nella denuncia delle attrezzature, caratteristiche e prezzi per inizio o variazione attività e a quanto comunicato nella comunicazione annuale caratteristiche e prezzi. Cartellino_prezzi.odt NO Scarica allegato
Procura speciale Procura speciale con firma autografa o digitale del Delegante (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) NO
Documento riconoscimento del delegante Copia documento di riconoscimento in corso di validità del Delegante (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) NO
Permesso di soggiorno Copia del permesso di soggiorno (obbligatorio nel caso l'esercizio dell'attività venga svolto da cittadini extracomunitari) NO

Quanto e come si deve pagare per gli esercizi delle attività

Marche da bollo: Nessuna
Importo Marche da bollo:
Contributi/Oneri:
Importo Contributi/Oneri:
Diritti di segreteria:
Importo Diritti di segreteria:
Diritti di istruttoria SUAP:
Importo Diritti di istruttoria SUAP:
Note sul pagamento:

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F - Adempimenti successivi

Regionali

1. Giornalmente: comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza delle generalità delle persone alloggiate su apposite schede di notificazione; 2. Mensilmente: rilevazione dei clienti ai fini ISTAT (arrivati, partiti e presenti italiani e stranieri) da trasmettere alla Provincia competente territorialmente; possibilità di trasmissione dati on line accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per informazioni: 011/4324010. 3. Annualmente: entro il 1° ottobre di ogni anno, comunicazione all’A.T.L. locale e per conoscenza al Comune delle caratteristiche e dei prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente, con possibilità di effettuare una comunicazione di variazione dei soli prezzi entro il 1° marzo di ogni anno ai sensi della l.r.22/1995.

Locali

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G - Scadenze e rinnovi

Quando scade l'endoprocedimento relativo all'esercizio di attività

Data di scadenza Non sono previste scadenze
Modalità di rinnovo
Ente competente

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H - Note

INFORMATIVA GENERALE

Per gli approfondimenti si rinvia al sito regionale dedicato all’indirizzo: http://www.regione.piemonte.it/turismo/lavorare/index.htm

INFORMATIVA LOCALE