Dettaglio scheda

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A - Attività

Codice 47.104R
Nome Grande struttura di vendita. Solo prodotti non alimentari
Tipologia intervento Avvio/Apertura

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B - Descrizione

Descrizione Regionale

1.     Le grandi strutture di vendita sono gli esercizi aventi superficie di vendita superiore a 1.500 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 2.500 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.

2.     A tal proposito, si evidenzia inoltre che, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i., le grandi strutture di vendita possono assumere la forma di un centro commerciale, nel quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica ed usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. La superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti. Peraltro, per maggiori dettagli in merito alla classificazione dei centri commerciali si rimanda all’art. 6 della D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.

3.     L’apertura di una grande struttura di vendita è soggetta ad autorizzazione commerciale rilasciata dallo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente per territorio, che è quello in cui ha sede il locale per l’esercizio dell’attività commerciale. All’istanza di autorizzazione devono essere allegati il progetto dell’intervento, le relazioni tecnico-progettuali ed economiche, asseverazioni, il certificato urbanistico, lo studio di impatto sulla viabilità ed eventuali autocertificazioni e convenzioni o atti di impegno unilaterali già sottoscritti.

4.     La domanda di rilascio dell’autorizzazione è presentata al SUAP del comune competente per territorio ed esaminata da una conferenza di servizi che è indetta dal responsabile del procedimento della Regione entro sessanta giorni dall’avvenuta completezza della documentazione richiesta a corredo della medesima domanda.

5.     Alla conferenza di servizi partecipano, a titolo obbligatorio e con diritto di voto, oltre al Comune procedente, la Provincia e la Regione. Possono, altresì, partecipare a titolo consultivo e senza diritto di voto: i rappresentanti dei comuni contermini, i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, nonché delle organizzazioni delle imprese del commercio, più rappresentative a livello regionale.

6.     La conferenza di servizi si svolge in seduta pubblica e si conclude con la sottoscrizione del verbale finale da parte delle amministrazioni a partecipazione obbligatoria. La deliberazione della conferenza di servizi relativa all’autorizzazione commerciale, adottata a maggioranza degli aventi diritto, costituisce presupposto del rilascio della stessa, nonché parere vincolante per il suo rilascio.

7.     In sede di conferenza di servizi, viene valutata la conformità dell’insediamento commerciale rispetto ai criteri di programmazione urbanistica, di cui alla D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i., e il parere favorevole rilasciato dalla Regione subordina il rilascio dell’autorizzazione.

8.     Per maggiori dettagli riguardanti le norme sul procedimento concernente le domande relative alle grandi strutture di vendita si rinvia alla D.G.R. n. 43-29533 del 01/03/2000 e s.m.i.

9.     L’attività può essere iniziata soltanto dopo il rilascio dell’autorizzazione, che deve avvenire entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di convocazione della conferenza di servizi, termine entro il quale la stessa si intende accolta qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego. In ogni caso l’interessato ha tempo due anni a decorrere dalla data di rilascio dell’autorizzazione, salvo proroga per ulteriori due anni, in caso di comprovata necessità, per attivare l’esercizio, pena la revoca del titolo.

10.   Nella domanda di rilascio dell’autorizzazione per nuova apertura il richiedente dichiara:

·       di essere in possesso dei requisiti morali, ai sensi dell'art. 71 commi 1, 2, 3, 4 e 5 del D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i.;

·       il settore merceologico;

·       l’ubicazione del locale;

·       la superficie di vendita del locale;

·       le eventuali comunicazioni di cui all’art. 10, commi 2 e 3 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i.;

·       di rispettare gli indirizzi generali per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa ed i criteri di programmazione urbanistica, di cui alla D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.

11.   Ai fini della realizzazione della grande struttura di vendita, il progetto dovrà essere sottoposto alla fase di verifica ambientale, secondo quanto previsto dall’ex art. 10 della L.R. n. 40/1998.

12.   A tal proposito, si fa presente, inoltre, che nel caso in cui la grande struttura di vendita abbia una superficie lorda di pavimento uguale o superiore a 4.000 mq, prima del rilascio del permesso a costruire, è necessario acquisire l’autorizzazione regionale, di cui al comma 7 e seguenti della L.R. n. 56/1977 s.m.i.

RIFERIMENTI NORMATIVI: artt. 4, 9 D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i. – Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’art. 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59

Legge regionale 12 novembre 1999, n. 28 e s.m.i. – Disciplina, sviluppo ed incentivazione del commercio in Piemonte, in attuazione del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114

D.G.R. n. 43-29533 del 01/03/2000 e s.m.i – Disposizioni relative al procedimento per il rilascio delle autorizzazioni per le grandi strutture di vendita

D.C.R. 29 ottobre 1999, n. 563-13414 s.m.i. – Indirizzi generali e criteri di programmazione urbanistica per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa, in attuazione del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114

FONTI NORMATIVE: http://www.regione.piemonte.it/commercio/index.htm

Altri elementi informativi specifici relativi all'attività


 
Il soggetto, che richiede il rilascio dell’autorizzazione per l’apertura di una grande struttura di vendita, deve dichiarare: i propri dati identificativi e la sussistenza dei requisiti morali, l’ubicazione e la superficie di vendita del locale, nonché di aver rispettato a livello progettuale i criteri di programmazione urbanistica per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa, di cui alla D.C.R. n. 563-134141/1999 s.m.i.

 

Nota bene: il privato può:

-         autocertificare con dichiarazione sostitutiva di certificazione (art 46 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche (Es. :residenza, nascita, titolo di studio, assenza di condanne penali, ecc.);

-         autocertificare con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art 47 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) altri stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato o che risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso (Es.: agibilità, idoneità igienico-sanitaria, prevenzione incendi, ecc.);

-         non può autocertificare requisiti di natura tecnica che non risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso. In questo ultimo caso dovrà ricorrere ad attestazioni o asseverazioni di tecnici abilitati (art. 19 – legge n. 241/1990 s.m.i.), ovvero a dichiarazione di conformità resa dall’«Agenzia delle Imprese» di cui all’art. 38, comma 4, D.L. n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008.

Descrizione Locale

Altre informazioni locali


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C - Requisiti

Requisiti Oggettivi

La sede dell’esercizio deve rispettare i criteri di programmazione urbanistica per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa, di cui alla D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.

FONTI NORMATIVE: http://www.regione.piemonte.it/commercio/index.htm

Normativa Requisiti Oggettivi

Requisiti Soggettivi Morali

1.     Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:

a)     coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

b)     coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

c)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;

e)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza.

2.     Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.

3.     Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

4.     Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

5.     In caso di società associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252*. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall’eventuale altra persona preposta all’attività commerciale.

 

*Il riferimento all’art. 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 è da intendersi sostituito dall’art. 85 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 – “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136” - così come modificato dall’art. 2 del Decreto Legislativo 15 novembre 2012, n. 218 - “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto 2010, n. 136”.

 

FONTI NORMATIVE: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10059dl.htm

Normativa Requisiti Soggettivi Morali

Requisiti Soggettivi Professionali


Normativa Requisiti Soggettivi Professionali

Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

 

1.     I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l’esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. Per maggiori informazioni in materia si rimanda alla consultazione dei seguenti siti web:

·          http://www.prefettura.it/torino/contenuti/13641.htm

(link alla Prefettura di Torino - per reperire qualsiasi tipo di informazione in materia di immigrazione)

·          http://www.to.camcom.it/Page/t01/view_html?idp=13570 

(link alla C.C.I.A.A. di Torino - la Guida intende porre l’attenzione sui principali aspetti concernenti gli adempimenti incombenti in capo alla Camera di commercio in relazione ai soggetti extracomunitari che intendono svolgere attività di lavoro autonomo ed imprenditoriale in Italia. Trattasi di soggetti originari di Paesi non appartenenti all’UNIONE EUROPEA che vogliono ottenere il permesso di soggiorno per lavorare in Italia ovvero che sono già residenti in Italia, ma desiderano convertire il permesso di soggiorno già ottenuto.)

Normativa Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

Altri requisiti


Normativa altri Requisiti

artt. 4, 9 D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i., L.R. n. 28/1999 s.m.i., D.C.R. n. 563-134141/1999 s.m.i.


art. 71, commi 1, 2, 3, 4, 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59 s.m.i.


ATTENZIONE
PRIMA DI ESAMINARE IL QUADRO DEGLI ADEMPIMENTI EVENTUALMENTE PREVISTI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIO VERIFICARE CHE SIANO STATI SVOLTI TUTTI GLI ADEMPIMENTI PREVISTI DALLA NORMATIVA PER REALIZZARE/MODIFICARE I FABBRICATI E GLI IMPIANTI CHE VERRANNO UTILIZZATI PER LO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA'. IN VIA GENERALE PER LA REALIZZAZIONE/MODIFICA DEI FABBRICATI E DEGLI IMPIANTI RELATIVI ALL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIA L'ATTIVAZIONE DEI SEGUENTI ENDOPROCEDIMENTI PRIMA DI QUELLI RELATIVI ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA':

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D - Procedimenti

Endoprocedimenti relativi alla verifica dei requisiti previsti per i fabbricati e gli impianti

NOTA BENE. GLI ENDOPROCEDIMENTI QUI INDICATI DEVONO ESSERE ATTIVATI ANCHE QUANDO NON E' RICHIESTA NESSUNA DOMANDA/DICHIARAZIONE/NOTIFICA PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA'.

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE PRIMA DELL'INIZIO DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 AMBIENTE A 7.1 A7 Inquinamento acustico NO Visualizza endoprocedimento
2 AMBIENTE A 4.6 A4 Scarichi di acque reflue domestiche in pubblica fognatura NO Visualizza endoprocedimento
3 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.3 ED - CIL ordinaria NO Visualizza endoprocedimento
4 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.4 ED - CIL straordinaria NO Visualizza endoprocedimento
5 EDILIZIA/URBANISTICA ED 2 ED - DIA NO Visualizza endoprocedimento
6 EDILIZIA/URBANISTICA ED 1 ED - Permesso di costruire NO Visualizza endoprocedimento
7 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.1 ED - SCIA NO Visualizza endoprocedimento
8 IGIENICO SANITARI IS 1.1 IG-SAN Parere per progetti edilizi NO Visualizza endoprocedimento
9 PREVENZIONE INCENDI VF 2 VF - Richiesta di deroga NO Visualizza endoprocedimento
10 PREVENZIONE INCENDI VF 1 VF - Richiesta Esame Progetto NO Visualizza endoprocedimento

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE DOPO LA CONCLUSIONE DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.1 ED - Conclusione lavori, conformita' dell'opera e degli impianti al progetto, attestato agibilita' NO Visualizza endoprocedimento
2 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.2 ED - Richiesta Agibilita' NO Visualizza endoprocedimento
3 PREVENZIONE INCENDI VF 3 VF - Richiesta CPI NO Visualizza endoprocedimento
4 PREVENZIONE INCENDI VF 4 VF - SCIA ai fini della sicurezza antincendio NO Visualizza endoprocedimento
5 SICUREZZA ISPESL 3 ISPESL - Impianti elettrici di messa a terra, di protezione contro le scariche elettriche e impianti posti in luoghi con pericolo di esplosioni NO Visualizza endoprocedimento

D1

NORMATIVA APPLICABILE AGLI ENDOPROCEDIMENTI INDICATI NEI QUADRI D

Adempimento Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali

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E - Esercizio delle attività

COSA SERVE PER INIZIARE L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' (QUANDO SIANO GIA' STATI REALIZZATI/MODIFICATI I FABBRICATI E GLI IMPIANTI)


Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività: Domanda

E1 - Normativa applicabile

Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali
D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i. – artt. 4, 9 L.R. n. 28/1999 s.m.i. D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i. D.G.R. n. 43-29533/2000 s.m.i.

Cosa si deve fare per presentare la pratica

A chi si presenta la pratica: Allo Sportello Unico Attività Produttive Associato di Pinerolo
Quando si può iniziare l'attività: al rilascio dell’autorizzazione, che deve avvenire entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di convocazione della conferenza di servizi, termine entro il quale la stessa si intende accolta qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego. In ogni caso l’interessato ha tempo due anni a decorrere dalla data di rilascio dell’autorizzazione, per attivare l’esercizio, pena la revoca del titolo.
Precisare se sono necessarie altre comunicazioni prima di cominciare:
Tempi previsti per la conclusione del procedimento: 120 giorni dalla data di convocazione della conferenza di servizi (rif. art. 9 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i.)
Note sulla documentazione:

DOMANDA/SEGNALAZIONE DI INIZIO ATTIVITA'

Tipologia Modello Domanda/SCIA Scarica Modello
Scarica allegato


Elenco allegati da produrre e relativa spiegazione

Tipologia Spiegazioni Allegato Obblig. Scarica Modello
Dichiarazione soci Dichiarazione soci (obbligatoria nel caso di società, l’autocertificazione relativa al possesso dei requisiti morali deve essere presentata da tutti i soggetti di cui all’art. 85 del D.Lgs. n. 159/2011 s.m.i.) ALLEGATO - DICHIARAZIONE SOCI.doc NO Scarica allegato
Procura speciale Procura speciale con firma autografa o digitale del Delegante (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) NO
Documento riconoscimento Copia documento di riconoscimento in corso di validità di: - Delegante e Delegato (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) - Tutti i Soci amministratori (obbligatorio nel caso di società) - Titolare/i (obbligatorio nel caso in cui non coincida con il Delegante) NO
Gestione Reparto Gestione di reparto Gestione di reparto.doc NO Scarica allegato
Domanda 02_Mod_MediaGrandestruttdivendita.odt NO Scarica allegato
Domanda 03_Mod_CentriCommerciali.odt NO Scarica allegato

Quanto e come si deve pagare per gli esercizi delle attività

Marche da bollo: Una marca da bollo per la domanda unica e una marca da bollo per il provvedimento finale (art. 1, commi 591, 592, 593, 594, legge 27 dicembre 2013, n. 302). In SUAPPiemonte, in fase di presentazione della domanda, è richiesto di inserire il numero del codice a barre presente sulla marca da bollo. Il sistema controlla l'univocità del numero. In fase di rilascio del provvedimento finale è richiesto al richiedente di fornire la scansione della seconda marca da bollo, firmata digitalmente. Il Suap effettua la verifica nuovamente dell'univocità del numero della seconda marca da bollo. Per quanto riguarda i procedimenti che coinvolgono le Amministrazioni competenti al rilascio di pareri, autorizzazioni, nulla osta finalizzati al riscontro dell'istanza, essendo anche secondo l'Agenzia delle Entrate atti istruttori, non avendo rilevanza esterna ma confluendo nel provvedimento finale emesso dal Suap, devono essere esenti dall'imposta di bollo
Importo Marche da bollo:
Contributi/Oneri:
Importo Contributi/Oneri:
Diritti di segreteria:
Importo Diritti di segreteria:
Diritti di istruttoria SUAP:
Importo Diritti di istruttoria SUAP:
Note sul pagamento:

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F - Adempimenti successivi

Regionali

Locali

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G - Scadenze e rinnovi

Quando scade l'endoprocedimento relativo all'esercizio di attività

Data di scadenza Nessuna scadenza
Modalità di rinnovo
Ente competente

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H - Note

INFORMATIVA GENERALE

INFORMATIVA LOCALE