Dettaglio scheda

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A - Attività

Codice 47.30.02
Nome Impianto di distribuzione carburanti per autotrazione ad uso privato
Tipologia intervento Variazione

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B - Descrizione

Descrizione Regionale

1.     Per impianto di distribuzione carburanti per autotrazione ad uso privato si intende un autonomo complesso costituito da attrezzature fisse, nonché mobili collegate a serbatoi, utilizzate esclusivamente per il rifornimento di autoveicoli di proprietà di imprese produttive o di servizio, ad eccezione delle amministrazioni dello Stato, ed ubicate all’interno di stabilimenti, cantieri, magazzini.

2.     L’installazione di tali impianti è disciplinata dalla Legge regionale 31 maggio 2004, n. 14 s.m.i. e dalla D.G.R. di attuazione della stessa n. 35-9132 del 7 luglio 2008 e s.m.i., che prevedono ai fini dell’avvio dell’attività il rilascio dell’autorizzazione da parte dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente per territorio, cioè il comune sede della localizzazione dell’impianto di distribuzione di carburanti.

3.     L’attività può essere iniziata soltanto dopo il rilascio dell’autorizzazione, che deve avvenire entro il termine massimo di novanta giorni dal ricevimento dell’istanza, termine entro il quale la stessa si intende accolta qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego. Per ragioni di pubblico interesse, l’assenso illegittimamente formatosi può essere annullato, salvo che l’interessato provveda a sanare i vizi entro il termine fissato dal comune.

4.     L’interessato deve iniziare l’attività, salvo proroga in caso di comprovati impedimenti all’attivazione dell’impianto, entro il termine fissato dal comune, pena revoca del titolo autorizzatorio.

5.     Il rilascio dell’autorizzazione è subordinato alla verifica, da parte del comune competente, di quanto segue:

·            possesso dei requisiti morali, di cui all’art. 71, commi 1, 2, 3, 4, 5 del D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i.;

·            a livello progettuale, conformità alle disposizioni del piano regolatore, alle prescrizioni fiscali ed a quelle concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, alle disposizioni alla tutela dei beni storici ed artistici, nonché alle norme di indirizzo programmatico della Regione. Si evidenzia, inoltre, che il comune competente per territorio rilascia contestualmente, all’autorizzazione commerciale, la relativa concessione edilizia.

 

6.     Il richiedente trasmette al SUAP del comune competente, unitamente alla domanda di autorizzazione, un’analitica autocertificazione corredata della documentazione prescritta dalla legge e di una perizia giurata, redatta da un tecnico competente per la sottoscrizione del progetto presentato.

7.     Si specifica, inoltre, che per la messa in esercizio di nuovi impianti occorre che il titolare dell’autorizzazione fornisca al comune idonea autocertificazione e perizia attestante il rispetto del progetto approvato.

8.     Si evidenzia, altresì, che in caso di installazione o esercizio di un impianto ad uso privato in assenza o in difformità dell’autorizzazione si applicano le sanzioni amministrative di cui all’art. 7 della L.R. n. 14/2004 s.m.i., che prevede sia sanzioni pecuniarie sia la confisca dell’attrezzatura dell’impianto e del prodotto giacente.

 

RIFERIMENTI NORMATIVI: D.Lgs. n. 32 dell’11/02/1998 s.m.i., L.R. n. 14 del 31/05/2004 s.m.i., D.G.R. n. 35-9132 del 07/07/2008 s.m.i.

FONTI NORMATIVE: http://www.regione.piemonte.it/commercio/index.htm

Altri elementi informativi specifici relativi all'attività

Il soggetto, che richiede il rilascio dell’autorizzazione per l’installazione di un impianto di distribuzione carburanti per autotrazione ad uso privato, deve dichiarare: i propri dati identificativi, la sussistenza dei requisiti morali, l’ubicazione e la superficie dell’impianto, il rispetto delle disposizioni del piano regolatore, delle prescrizioni fiscali e di quelle concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, delle disposizioni relative alla tutela dei beni storici ed artistici, nonché delle norme di indirizzo programmatico della Regione, di cui alla D.G.R. n. 35-9132 del 07/07/2008 s.m.i.

 

Nota bene: il privato può:

-         autocertificare con dichiarazione sostitutiva di certificazione (art 46 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche (Es. :residenza, nascita, titolo di studio, assenza di condanne penali, ecc.);

-         autocertificare con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art 47 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) altri stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato o che risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso (Es.: agibilità, idoneità igienico-sanitaria, prevenzione incendi, ecc.);

-         non può autocertificare requisiti di natura tecnica che non risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso. In questo ultimo caso dovrà ricorrere ad attestazioni o asseverazioni di tecnici abilitati (art. 19 – legge n. 241/1990 s.m.i.), ovvero a dichiarazione di conformità resa dall’«Agenzia delle Imprese» di cui all’art. 38, comma 4, D.L. n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008.

Descrizione Locale

Altre informazioni locali


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C - Requisiti

Requisiti Oggettivi

L’impianto di distribuzione carburanti per autotrazione ad uso privato deve essere conforme alle disposizioni del piano regolatore, alle prescrizioni fiscali ed a quelle concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, alle disposizioni alla tutela dei beni storici ed artistici, nonché alle norme di indirizzo programmatico della Regione, di cui alla D.G.R. n. 35-9132 del 07/07/2008 s.m.i.

FONTI NORMATIVE: http://www.regione.piemonte.it/commercio/index.htm

Normativa Requisiti Oggettivi

Requisiti Soggettivi Morali

 

1.     Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:

a)     coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

b)     coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

c)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;

e)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza.

2.     Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.

3.     Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

4.     Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

5.     In caso di società associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252*. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall’eventuale altra persona preposta all’attività commerciale.

 

*Il riferimento all’art. 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 è da intendersi sostituito dall’art. 85 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 – “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136” - così come modificato dall’art. 2 del Decreto Legislativo 15 novembre 2012, n. 218 - “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto 2010, n. 136”.

 

FONTI NORMATIVE: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10059dl.htm

Normativa Requisiti Soggettivi Morali

Requisiti Soggettivi Professionali


Normativa Requisiti Soggettivi Professionali

Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

1.     I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l’esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. Per maggiori informazioni in materia si rimanda alla consultazione dei seguenti siti web:

·          http://www.prefettura.it/torino/contenuti/13641.htm

(link alla Prefettura di Torino - per reperire qualsiasi tipo di informazione in materia di immigrazione)

·          http://www.to.camcom.it/Page/t01/view_html?idp=13570

(link alla C.C.I.A.A. di Torino - la Guida intende porre l’attenzione sui principali aspetti concernenti gli adempimenti incombenti in capo alla Camera di commercio in relazione ai soggetti extracomunitari che intendono svolgere attività di lavoro autonomo ed imprenditoriale in Italia. Trattasi di soggetti originari di Paesi non appartenenti all’UNIONE EUROPEA che vogliono ottenere il permesso di soggiorno per lavorare in Italia ovvero che sono già residenti in Italia, ma desiderano convertire il permesso di soggiorno già ottenuto.)

Normativa Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

Altri requisiti


Normativa altri Requisiti

D.Lgs. n. 32 dell’11/02/1998 s.m.i., L.R. n. 14 del 31/05/2004 s.m.i., D.G.R. n. 35-9132 del 07/07/2008 s.m.i.


Art. 71, commi 1, 2, 3, 4, 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59 s.m.i.


ATTENZIONE
PRIMA DI ESAMINARE IL QUADRO DEGLI ADEMPIMENTI EVENTUALMENTE PREVISTI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIO VERIFICARE CHE SIANO STATI SVOLTI TUTTI GLI ADEMPIMENTI PREVISTI DALLA NORMATIVA PER REALIZZARE/MODIFICARE I FABBRICATI E GLI IMPIANTI CHE VERRANNO UTILIZZATI PER LO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA'. IN VIA GENERALE PER LA REALIZZAZIONE/MODIFICA DEI FABBRICATI E DEGLI IMPIANTI RELATIVI ALL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIA L'ATTIVAZIONE DEI SEGUENTI ENDOPROCEDIMENTI PRIMA DI QUELLI RELATIVI ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA':

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D - Procedimenti

Endoprocedimenti relativi alla verifica dei requisiti previsti per i fabbricati e gli impianti

NOTA BENE. GLI ENDOPROCEDIMENTI QUI INDICATI DEVONO ESSERE ATTIVATI ANCHE QUANDO NON E' RICHIESTA NESSUNA DOMANDA/DICHIARAZIONE/NOTIFICA PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA'.

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE PRIMA DELL'INIZIO DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 AMBIENTE A 7.1 A7 Inquinamento acustico NO Visualizza endoprocedimento
2 AMBIENTE A 4.6 A4 Scarichi di acque reflue domestiche in pubblica fognatura NO Visualizza endoprocedimento
3 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.3 ED - CIL ordinaria NO Visualizza endoprocedimento
4 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.4 ED - CIL straordinaria NO Visualizza endoprocedimento
5 EDILIZIA/URBANISTICA ED 2 ED - DIA NO Visualizza endoprocedimento
6 EDILIZIA/URBANISTICA ED 1 ED - Permesso di costruire NO Visualizza endoprocedimento
7 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.1 ED - SCIA NO Visualizza endoprocedimento
8 IGIENICO SANITARI IS 1.1 IG-SAN Parere per progetti edilizi NO Visualizza endoprocedimento
9 PREVENZIONE INCENDI VF 2 VF - Richiesta di deroga NO Visualizza endoprocedimento
10 PREVENZIONE INCENDI VF 1 VF - Richiesta Esame Progetto NO Visualizza endoprocedimento

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE DOPO LA CONCLUSIONE DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.1 ED - Conclusione lavori, conformita' dell'opera e degli impianti al progetto, attestato agibilita' NO Visualizza endoprocedimento
2 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.2 ED - Richiesta Agibilita' NO Visualizza endoprocedimento
3 IGIENICO SANITARI IS 11.1 IG-SAN Notifica sanitaria (igiene alimenti) - Regolamento (CE) 852/2004 per attivita' con locali NO Visualizza endoprocedimento
4 IGIENICO SANITARI IS 11.2 IG-SAN Notifica sanitaria (igiene alimenti) - Regolamento (CE) 852/2004 per attivita' senza locali NO Visualizza endoprocedimento
5 IGIENICO SANITARI IS 11.4 IG-SAN Notifica sanitaria (igiene alimenti) - Regolamento (CE) 852/2004 NO Visualizza endoprocedimento
6 PREVENZIONE INCENDI VF 3 VF - Richiesta CPI NO Visualizza endoprocedimento
7 PREVENZIONE INCENDI VF 4 VF - SCIA ai fini della sicurezza antincendio NO Visualizza endoprocedimento
8 SICUREZZA ISPESL 3 ISPESL - Impianti elettrici di messa a terra, di protezione contro le scariche elettriche e impianti posti in luoghi con pericolo di esplosioni NO Visualizza endoprocedimento

D1

NORMATIVA APPLICABILE AGLI ENDOPROCEDIMENTI INDICATI NEI QUADRI D

Adempimento Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali

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E - Esercizio delle attività

COSA SERVE PER INIZIARE L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' (QUANDO SIANO GIA' STATI REALIZZATI/MODIFICATI I FABBRICATI E GLI IMPIANTI)


Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività: Comunicazione/notifica

E1 - Normativa applicabile

Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali
D.Lgs. n. 32 dell’11/02/1998 s.m.i L.R. n. 14 del 31/05/2004 s.m.i. D.G.R. n. 35-9132 del 07/07/2008 s.m.i.

Cosa si deve fare per presentare la pratica

A chi si presenta la pratica: Allo Sportello Unico Attività Produttive Associato di Pinerolo
Quando si può iniziare l'attività:
Precisare se sono necessarie altre comunicazioni prima di cominciare: Per la messa in esercizio di nuovi impianti occorre che il titolare dell’autorizzazione fornisca al comune idonea autocertificazione e perizia attestante il rispetto del progetto approvato.
Tempi previsti per la conclusione del procedimento:
Note sulla documentazione:

DOMANDA/SEGNALAZIONE DI INIZIO ATTIVITA'

Tipologia Modello Domanda/SCIA Scarica Modello
Scarica allegato


Elenco allegati da produrre e relativa spiegazione

Tipologia Spiegazioni Allegato Obblig. Scarica Modello
Dichiarazione soci Dichiarazione soci (obbligatoria nel caso di società, l’autocertificazione relativa al possesso dei requisiti morali deve essere presentata da tutti i soggetti di cui all’art. 85 del D.Lgs. n. 159/2011 s.m.i.) ALLEGATO - DICHIARAZIONE SOCI.doc NO Scarica allegato
Permesso di soggiorno Copia del permesso di soggiorno (obbligatorio nel caso l'esercizio dell'attività venga svolto da cittadini extracomunitari) NO
Procura speciale Procura speciale con firma autografa o digitale del Delegante (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) NO
Documento riconoscimento Copia documento di riconoscimento in corso di validità di: - Delegante e Delegato (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) - Tutti i Soci amministratori (obbligatorio nel caso di società) - Titolare/i (obbligatorio nel caso in cui non coincida con il Delegante) NO
Modifica impianto Comunicazione di modifiche presso impianto di distributori di carburanti COMUNICAZIONE DI MODIFICHE PRESSO IMPIANTO DI DISTRIBUTORI DI CARBURANTI.doc NO Scarica allegato

Quanto e come si deve pagare per gli esercizi delle attività

Marche da bollo: Nessuna
Importo Marche da bollo:
Contributi/Oneri:
Importo Contributi/Oneri:
Diritti di segreteria:
Importo Diritti di segreteria:
Diritti di istruttoria SUAP:
Importo Diritti di istruttoria SUAP:
Note sul pagamento:

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F - Adempimenti successivi

Regionali

Richiesta dell’apposito registro di movimentazione del carburante all’Agenzia delle Dogane qualora la capacità di stoccaggio dei serbatoi sia uguale o superiore a 10 mc.

Locali

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G - Scadenze e rinnovi

Quando scade l'endoprocedimento relativo all'esercizio di attività

Data di scadenza Nessuna scadenza
Modalità di rinnovo
Ente competente

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H - Note

INFORMATIVA GENERALE

INFORMATIVA LOCALE