Dettaglio scheda

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A - Attività

Codice 47.09.04
Nome Spacci interni
Tipologia intervento Avvio/Apertura

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B - Descrizione

Descrizione Regionale

  1. Lo spaccio interno prevede l'attività di commercio al dettaglio di prodotti a favore di dipendenti da enti o imprese, pubblici o privati, di militari, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonché la vendita nelle scuole e negli ospedali esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi e deve essere svolta in locali non aperti al pubblico e che non abbiano accesso dalla pubblica via.
  2. L’esercizio dell'attività negli spacci interni è soggetto a Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), da presentare allo Sportello Unico per le Attività Prroduttive SUAP del comune competente per territorio e può essere iniziato dalla data di ricevimento della segnalazione medesima. Il comune competente per territorio è quello in cui ha sede il locale per l’esercizio dell’attività commerciale.
  3. La SCIA di avvio di tale attività deve contenere i seguenti dati:
    • dati identificativi del richiedente;
    • dichiarazione della sussistenza dei requisiti morali;
    • il settore merceologico o i settori merceologici;
    • l’associazione, l’ente o l’impresa a cui appartiene lo spaccio;
    • la superficie di vendita del locale;
    • il rispetto dei regolamenti locali di polizia urbana, annonaria ed igienico-sanitaria, dei regolamenti edilizi e delle norme urbanistiche, nonché di quelle relative alle destinazioni d’uso;
    • dichiarazione che i locali non sono accessibili dalla pubblica via e non sono aperti al pubblico.
    4. La SCIA commerciale rappresenta l’ultimo adempimento a carico dell’operatore prima dell’avvio dell’attività. La presentazione della SCIA commerciale presuppone quindi l’avvenuto espletamento degli endoprocedimenti, di cui al quadro “D”.

Altri elementi informativi specifici relativi all'attività

  • Il privato deve dichiarare nella SCIA di avvio dell'attività commerciale i propri dati identificativi, la sussistenza dei requisiti moraliil settore o i settori merceologici, la superficie di vendita, l’associazione, l’ente o l’impresa a cui appartiene lo spaccio, i destinatari dell’attività di vendita e che il locale non è aperto al pubblico e non ha accesso diretto dalla pubblica via.
  • Dichiara, inoltre, che la sede dell’esercizio possiede i requisiti previsti dal Regolamento di Polizia Urbana, dal Regolamento di Igiene, dal Regolamento Edilizio, dalle norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d’uso e da ultimo dalle normative di settore vigenti.

NOTA BENE: il privato può:

  • autocertificare con dichiarazione sostitutiva di certificazione (art 46 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche (Es. :residenza, nascita, titolo di studio, assenza di condanne penali, ecc.);
  • autocertificare con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art 47 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) altri stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato o che risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso (Es.: agibilità, idoneità igienico-sanitaria, prevenzione incendi, ecc.).
  • NON PUO' AUTOCERTIFICARE requisiti di natura tecnica che non risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso. In questo ultimo caso dovrà ricorrere ad attestazioni o asseverazioni di tecnici abilitati (art. 19 – legge n. 241/1990 s.m.i.), ovvero a dichiarazione di conformità resa dall’«Agenzia delle Imprese» di cui all’art. 38, comma 4, D.L. n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008.

RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 16 D.Lgs. n. 114/1998, art. 66 D.Lgs. n. 59/2010, art. 17 L.R. n. 38/2009
FONTI NORMATIVE: sito regionale

Descrizione Locale

Altre informazioni locali


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C - Requisiti

Requisiti Oggettivi

  1. La sede dell’esercizio deve possedere i requisiti previsti dal Regolamento di Polizia Urbana, dal Regolamento di Igiene, dal Regolamento Edilizio, dalle norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d’uso e da ultimo dalle normative di settore vigenti.
  2. L’attività deve essere svolta in locali non aperti al pubblico e che non abbiano accesso dalla pubblica via.
FONTI NORMATIVE: sito regionale

Normativa Requisiti Oggettivi

Requisiti Soggettivi Morali

1.     Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:

a)     coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

b)     coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

c)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;

e)     coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza.

2.     Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.

3.     Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

4.     Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

5.     In caso di società associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252*. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall’eventuale altra persona preposta all’attività commerciale.

 

*Il riferimento all’art. 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 è da intendersi sostituito dall’art. 85 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 – “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136” - così come modificato dall’art. 2 del Decreto Legislativo 15 novembre 2012, n. 218 - “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto 2010, n. 136”.

Normativa Requisiti Soggettivi Morali

Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59


Requisiti Soggettivi Professionali


Normativa Requisiti Soggettivi Professionali

Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

1.     I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l’esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. Per maggiori informazioni in materia si rimanda alla consultazione dei seguenti siti web:

·         http://www.prefettura.it/torino/contenuti/13641.htm

(link alla Prefettura di Torino - per reperire qualsiasi tipo di informazione in materia di immigrazione)

·         http://www.to.camcom.it/Page/t01/view_html?idp=13570

(link alla C.C.I.A.A. di Torino - la Guida intende porre l’attenzione sui principali aspetti concernenti gli adempimenti incombenti in capo alla Camera di commercio in relazione ai soggetti extracomunitari che intendono svolgere attività di lavoro autonomo ed imprenditoriale in Italia. Trattasi di soggetti originari di Paesi non appartenenti all’UNIONE EUROPEA che vogliono ottenere il permesso di soggiorno per lavorare in Italia ovvero che sono già residenti in Italia, ma desiderano convertire il permesso di soggiorno già ottenuto.)

Normativa Requisiti per i Cittadini Extracomunitari

Altri requisiti


Normativa altri Requisiti

ATTENZIONE
PRIMA DI ESAMINARE IL QUADRO DEGLI ADEMPIMENTI EVENTUALMENTE PREVISTI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIO VERIFICARE CHE SIANO STATI SVOLTI TUTTI GLI ADEMPIMENTI PREVISTI DALLA NORMATIVA PER REALIZZARE/MODIFICARE I FABBRICATI E GLI IMPIANTI CHE VERRANNO UTILIZZATI PER LO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA'. IN VIA GENERALE PER LA REALIZZAZIONE/MODIFICA DEI FABBRICATI E DEGLI IMPIANTI RELATIVI ALL'ATTIVITA' INDIVIDUATA NEL QUADRO A E' NECESSARIA L'ATTIVAZIONE DEI SEGUENTI ENDOPROCEDIMENTI PRIMA DI QUELLI RELATIVI ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA':

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D - Procedimenti

Endoprocedimenti relativi alla verifica dei requisiti previsti per i fabbricati e gli impianti

NOTA BENE. GLI ENDOPROCEDIMENTI QUI INDICATI DEVONO ESSERE ATTIVATI ANCHE QUANDO NON E' RICHIESTA NESSUNA DOMANDA/DICHIARAZIONE/NOTIFICA PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA'.

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE PRIMA DELL'INIZIO DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 IGIENICO SANITARI IS 1.1 IG-SAN Parere per progetti edilizi NO Visualizza endoprocedimento
2 AMBIENTE A 4.6 A4 Scarichi di acque reflue domestiche in pubblica fognatura NO Visualizza endoprocedimento
3 AMBIENTE A 7.1 A7 Inquinamento acustico NO Visualizza endoprocedimento
4 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.1 ED - SCIA NO Visualizza endoprocedimento
5 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.3 ED - CIL ordinaria NO Visualizza endoprocedimento
6 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.4 ED - CIL straordinaria NO Visualizza endoprocedimento
7 EDILIZIA/URBANISTICA ED 1 ED - Permesso di costruire NO Visualizza endoprocedimento
8 EDILIZIA/URBANISTICA ED 2 ED - DIA NO Visualizza endoprocedimento
9 PREVENZIONE INCENDI VF 1 VF - Richiesta Esame Progetto NO Visualizza endoprocedimento
10 PREVENZIONE INCENDI VF 2 VF - Richiesta di deroga NO Visualizza endoprocedimento

ADEMPIMENTI DA EFFETTUARE DOPO LA CONCLUSIONE DELL'INTERVENTO SUL FABBRICATO E/O SUGLI IMPIANTI

Adempimento Codice Nome endoprocedimento Obbl. Azioni
1 SICUREZZA ISPESL 3 ISPESL - Impianti elettrici di messa a terra, di protezione contro le scariche elettriche e impianti posti in luoghi con pericolo di esplosioni NO Visualizza endoprocedimento
2 PREVENZIONE INCENDI VF 3 VF - Richiesta CPI NO Visualizza endoprocedimento
3 PREVENZIONE INCENDI VF 4 VF - SCIA ai fini della sicurezza antincendio NO Visualizza endoprocedimento
4 IGIENICO SANITARI IS 11.1 IG-SAN Notifica sanitaria (igiene alimenti) - Regolamento (CE) 852/2004 per attivita' con locali NO Visualizza endoprocedimento
5 IGIENICO SANITARI IS 11.4 IG-SAN Notifica sanitaria (igiene alimenti) - Regolamento (CE) 852/2004 NO Visualizza endoprocedimento
6 IGIENICO SANITARI IS 11.2 IG-SAN Notifica sanitaria (igiene alimenti) - Regolamento (CE) 852/2004 per attivita' senza locali NO Visualizza endoprocedimento
7 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.1 ED - Conclusione lavori, conformita' dell'opera e degli impianti al progetto, attestato agibilita' NO Visualizza endoprocedimento
8 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.2 ED - Richiesta Agibilita' NO Visualizza endoprocedimento

D1

NORMATIVA APPLICABILE AGLI ENDOPROCEDIMENTI INDICATI NEI QUADRI D

Adempimento Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali
IGIENICO SANITARI reg CEE 29/04/04 n. 852

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E - Esercizio delle attività

COSA SERVE PER INIZIARE L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' (QUANDO SIANO GIA' STATI REALIZZATI/MODIFICATI I FABBRICATI E GLI IMPIANTI)


Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività: Segnalazione certificata inizio attività

E1 - Normativa applicabile

Norme nazionali Norme regionali Regolamenti comunali
artt. 16, 7 D.Lgs. n. 114/1998 art. 17 L.R. n. 38/2009
art. 66 D.Lgs. n. 59/2010
art. 19 L. 241/90 e s.m.i.

Cosa si deve fare per presentare la pratica

A chi si presenta la pratica: Allo Sportello Unico Attività Produttive Associato di Pinerolo
Quando si può iniziare l'attività: Immediatamente, dalla data di presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
Precisare se sono necessarie altre comunicazioni prima di cominciare: Non sono necessarie altre comunicazioni Importante: l’imprenditore deve dichiarare nella modulistica il settore o i settori merceologici, la superficie di vendita, l’associazione l’ente o l’impresa a cui appartiene lo spaccio, i destinatari dell’attività di vendita e che il locale non è aperto al pubblico e non ha accesso diretto dalla pubblica via. Nel caso in cui l'esercizio dell'attività riguardi uno spaccio di alimenti, è obbligatoria anche la Notifica sanitaria nuovi insediamenti produttivi.
Tempi previsti per la conclusione del procedimento: 60 giorni (per la verifica e controllo rif. art. 19 c. 3 della legge n. 241/1990)
Note sulla documentazione:

DOMANDA/SEGNALAZIONE DI INIZIO ATTIVITA'

Tipologia Modello Domanda/SCIA Scarica Modello
COM. 4 - SCIA Spacci interni 04_Mod_Spacciinterni.odt Scarica allegato


Elenco allegati da produrre e relativa spiegazione

Tipologia Spiegazioni Allegato Obblig. Scarica Modello
Dichiarazione soci Dichiarazione soci (obbligatoria nel caso di società, l’autocertificazione relativa al possesso dei requisiti morali deve essere presentata da tutti i soggetti di cui all’art. 85 del D.Lgs. n. 159/2011 s.m.i.) ALLEGATO - DICHIARAZIONE SOCI.doc NO Scarica allegato
Documento riconoscimento Copia documento di riconoscimento in corso di validità di: - Delegante e Delegato (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) - Tutti i Soci amministratori (obbligatorio nel caso di società) - Titolare/i (obbligatorio nel caso in cui non coincida con il Delegante) NO
Procura speciale Procura speciale con firma autografa o digitale del Delegante (obbligatorio nel caso di presentazione da parte di un Delegato) NO

Quanto e come si deve pagare per gli esercizi delle attività

Marche da bollo:
Importo Marche da bollo:
Contributi/Oneri:
Importo Contributi/Oneri:
Diritti di segreteria:
Importo Diritti di segreteria:
Diritti di istruttoria SUAP:
Importo Diritti di istruttoria SUAP:
Note sul pagamento:

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F - Adempimenti successivi

Regionali

Contestualmente alla presentazione della SCIA e comunque entro trenta giorni dall’Inizio dell’Attività d’Impresa, l’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve chiedere l’iscrizione all’ufficio del Registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilisce la sede (art. 2196 Codice Civile).Per approfondimenti si rimanda a http://www.registroimprese.it/dama/comc/comc/IT/cu/.

Locali

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G - Scadenze e rinnovi

Quando scade l'endoprocedimento relativo all'esercizio di attività

Data di scadenza NESSUNA
Modalità di rinnovo n.a.
Ente competente n.a.

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H - Note

INFORMATIVA GENERALE

La documentazione sarà inviata agli Enti competenti per la verifica dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell'attività e/o l'esecuzione dell'intervento. In esito all'attività di controllo potrà essere comunicata l'esigenza di eventuali integrazioni ed entro 60 giorni dalla data di ricevimento della SCIA, potranno essere adottati motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a 30 giorni. E’ fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della legge n. 241/1990 e s.m.i.

INFORMATIVA LOCALE