Istituzione di appartenenza Regione Piemonte
Le relazioni ambiente-ospite-fungo sono conosciute da tempo: nel '47 Baldacci propose la nota regola dei "3-10", utilizzata per individuare il momento dell'infezione primaria, basata su 3 condizioni: 1) temperatura > 10°C - 2) almeno 10 mm di pioggia in 24-48 ore - 3) almeno 10 cm di lunghezza dei germogli. Confrontando gli allarmi forniti dalla regola dei 3-10 con le comparse della malattia si è diffusa l'opinione che tale regola non abbia fornito un'adeguata affidabilità negli ultimi 15 anni.
Il modello segue in dettaglio le singole fasi del ciclo che determinano le infezioni primarie. Queste fasi sono la latenza (superamento della dormienza) delle oospore, la germinazione delle oospore con la produzione di un macrozoosporangio, il rilascio delle zoospore dall'interno del macrozoosporangio, la dispersione delle zoospore a opera della pioggia, la germinazione delle zoospore e quindi l'infezione, e per finire il periodo di comparsa dei sintomi da infezione primaria.
Il modello, studiato dall'Università di Piacenza, elabora i dati organizzandoli in coorti di oospore. Una coorte corrisponde all'insieme di oospore che germinano in corrispondenza di ogni ora di pioggia. Ciascuna fase del ciclo è descritta da una equazioni e regole interpretative, e al raggiungimento di una specifica soglia viene attivata l'elaborazione per la fase successiva. Vengono elaborate tutte le coorti ma per molte i parametri ambientali fanno interrompere i calcoli prima dell'infezione.
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Diagramma del modello: (Ph: pioggia totale oraria, Uh: umidità relativa media oraria, Bh: minuti di bagnatura fogliare totali orari, Th: temperatura media oraria).
I risultati grafici sintetici del modello, che tracciano le diverse fasi dell'infezione primaria delle coorti significative
Per ogni coorte è possibile seguire in dettaglio lo sviluppo orario e le diverse fasi grazie ad un'apposita serie di grafici.